Un video su YouTube, parole misurate ma cariche di emozione, e una frase che suona come un epitaffio: “Los Ratones will be shutting down. That’s the end of the journey.”.
Con queste parole Marc “Caedrel” Lamont ha annunciato ufficialmente la chiusura del progetto Los Ratones, mettendo fine a una delle storie più seguite e discusse dell’ultimo anno competitivo di League of Legends.
“Il gruppo perfetto, una volta nella vita”
Nel suo messaggio, Caedrel non ha nascosto la consapevolezza che il capitolo fosse ormai giunto alla conclusione naturale:
“I think everyone kind of knew that the story was coming to a close because there’s not much more for us to do. And I think that if there was more for us to do, I think we still wouldn’t do it.”
E ancora, con un tono che mescola orgoglio e malinconia:
“I don’t see this ever going again. That group was like the perfect group. Once in a lifetime, full send.”
Parole che raccontano l’intensità di un progetto nato quasi come una scommessa e diventato, nel giro di pochi mesi, un simbolo di passione competitiva. Caedrel ha però lasciato uno spiraglio, quasi romantico:
“Maybe if there’s like a show match or some crazy thing coming up, where we can reunite the Avengers and have a bit of fun, then that’s something we can definitely consider.”
Non una promessa, ma un’idea suggestiva: una reunion, magari per un evento speciale, per riaccendere per un attimo quella magia.
La responsabilità della sconfitta
L’epilogo era nell’aria dopo la recente eliminazione in LEC, con la sconfitta decisiva e la mancata qualificazione ai playoff. Sui social, sia Simon ‘Thebausffs’ Hofverberg (top laner) sia Carl Martin Erik ‘Rekkles’ Larsson (support) avevano pubblicato messaggi dal sapore di addio.
Di fronte alle polemiche nate attorno a presunti casi di wintrade da parte di altri team, Caedrel ha voluto spegnere ogni voce:
“This was entirely in our hands and we just slipped at the last second. There’s no outside reasoning. No other teams to point at. It’s just our fault.”
Una presa di responsabilità totale, che ha ulteriormente consolidato il rispetto della community verso il progetto.
L’orgoglio per il percorso
Nonostante l’amarezza, Caedrel ha rivendicato il valore del cammino compiuto:
“I think I’m proud of the fact we proved that we deserved to compete there.”
E poi l’elogio ai suoi giocatori, uno per uno.
Secondo lui, Baus è cresciuto fino a diventare un top laner da LEC a tutti gli effetti, bruciando tappe e accumulando esperienza in tempi record. Velja, partito in modo incerto, ha trovato progressivamente ritmo e fiducia, dimostrando di poter essere un carry jungler di alto livello. Nemesis – ha sottolineato Caedrel – “ha fatto tacere tutti”, mentre Crownie è stato la roccia del team, punto fermo tecnico e mentale.
Quanto a Rekkles, al debutto nel suo primo split LC come support, Caedrel ha evidenziato una crescita evidente, con sicurezza e presenza sempre maggiori col passare delle settimane.
Il sogno della community
La notizia ha colpito duramente la community. Per molti fan, Los Ratones rappresentava qualcosa di diverso: un progetto capace di riaccendere entusiasmo attorno a un torneo che da tempo faticava a mantenere lo stesso seguito.
Sui social si moltiplicano i messaggi di tristezza e gratitudine. Non solo dai sostenitori, ma anche da organizzazioni avversarie, che hanno espresso rispetto e riconoscenza per quanto costruito in così poco tempo.
Los Ratones è stato più di un semplice roster: è stato un esperimento, una storia di amicizia competitiva, un tentativo riuscito di riportare autenticità e passione al centro del palcoscenico.





